saluti

Avevo nove-dieci anni, tu, papà, zio Mauro e zio Luciano eravate sul balcone, gonfi come una comitiva di godzilla dopo una gita a Tokyo.
Il fumo delle sigarette volava verso il mare spinto dalla brezza pomeridiana di ferragosto, quella che muove forte forte tutte le spighe nei campi tra Tarquinia Paese e Tarquinia Lido.
Era quello il momento.
Era mentre le vostre facce beate e i vostri sguardi rilassati si perdevano all’orizzonte…era mentre il gusto della sigaretta si confondeva col sapore del caffè…era quello il momento di agire.
Sapevo dove li nascondevi Gianni.
Ormai li conoscevo a memoria.
Tutti gli skorpio e i lanciostory in fondo alla cesta di vimini in camera da letto.
Tutte le signorine seminude che mi guardavano dalle loro copertine lucide.
Magari sarei stato fortunato, magari quella mattina in edicola ne avevi comprata un’altra copia.
Magari una busta da 5mile lire piena di raccoltone.
Frugavo nella cesta.
Le promesse non mantenute di quelle copertine non sminuivano il valore di quello che avevo tra le mani.
Sfogliavo avidamente quegli albi passando da un viaggio spaziale a una scimitarra scintillante tra le dune di un deserto.
Quando la trovavo, mi soffermavo soddisfatto ad osservare qualche tetta che spuntava qui o là in una vignetta, con l’espressione che uno ha a nove-dieci anni quando si sofferma soddisfatto ad osservare qualche tetta che spunta qui o là in una vignetta.
Quei fumetti per me furono come il carbone per una locomotiva.
E quei fumetti erano tuoi.
E’ su due numeri di quegli albi, Gianni, che oggi, dopo quattordici-quindici anni io ti sto per porgere il mio omaggio.
Mi è stata data la possibilità di farti recitare in uno di quei fumetti che tenevi nella cesta in camera da letto.
Sarai Hermes, sarai il Dio dei confini e dei viaggiatori, degli oratori e dei poeti, dell’atletica, dei pesi e delle misure, del commercio e dell’astuzia, e sarai un comico, perchè sono il tuo sorriso e la tua simpatia, ciò che tutti ricorderanno.
Questo è l’unico modo che ho e che mi è concesso per regalarti l’immortalità.
Il tuo volto diverrà di carta.
Sarà custodito per sempre dentro milioni di pagine, sfogliato delicatamente da migliaia di mani, riconosciuto da centinaia di persone, e riposto poi con cura dentro decine di ceste.
Ciao cugino.
Ti faccio sapere quando uscirà in edicola.

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